Claudio Rinaldi Home Page
Home - Bibliografia - - Recensioni e segnalazioni - Presentazioni del: 2006 - 2007 - 2008 - 2009 - 2010 - 2011 - 2012 - 2014



Il signore del Natale


C’era una volta Mary, una bambina di dieci anni, che viveva a New York nel quartiere di Manhattan. Mary aveva conosciuto, una domenica mattina in Central Park, una sua coetanea di nome Anna che abitava in Little Italy. Le due ragazzine erano, entrambe, figlie uniche.
Il papà di Mary, un capitano dei marines era, da due anni, a Kabul in Afganistan. La sua mamma era una manager. Invece i genitori di Anna, due cuochi in un grande ristorante, erano stati licenziati a causa della crisi economica. Mary ed Anna si scambiavano molte e-mail, dove confessavano, a vicenda, le loro amarezze.

“ Tra poco sarà Natale ed è il secondo Natale che trascorro senza il mio papà ”, scrisse, un giorno, Mary.
“ Come vorrei, con tutto il cuore, che il mio papà potesse festeggiare il Santo Natale insieme a me. ”

Anna scrisse un’e-mail:
“ E’ il secondo Natale che non ricevo regali. Come vorrei, con tutto il cuore, che almeno un pacco fosse sotto l’albero e che i miei genitori riprendessero a lavorare. ”
Mary, prima di replicare, guardò il luccicante orologio a cucù che era nella sua cameretta: l’ultimo dono del suo papà.
“ Almeno sei con i tuoi genitori. ”

Anna digitò sulla tastiera del computer la sua riposta: “ E’ triste non avere dei regali a Natale. Eppure, proprio in questo giorno,
i desideri dovrebbero essere esauditi. ”

Mary non scrisse nemmeno una parola a quella frase pensando solamente ad un desiderio. Volse il suo sguardo verso l’orologio a cucù che sembrava diverso. “ Mah… E’ solo una mia impressione ”, pensò la ragazzina.
Mary ed Anna spensero il loro computer quasi contemporaneamente.

I giorni passarono in un attimo. La notte del secondo Natale arrivò puntuale. Mary si ritrovò, sola con la sua mamma, davanti al grande albero pieno di luminarie. Anna, in compagnia dei suoi genitori nella loro povera casa di Little Italy, era dinanzi ad un vecchio albero con qualche lampadina. Pochi minuti prima della mezzanotte le due ragazzine percepirono un qualcosa di strano. Il suono dei primi rintocchi dell’orologio a cucù di Mary si sparse nell’aria magica della notte di Natale. Anna, stranamente, ascoltò quei lontani rintocchi.

Mary e la sua mamma si scambiarono gli auguri e lo fecero, altrettanto, Anna con i suoi genitori. La ragazzina di Manhattan incominciò a contare i rintocchi che si fermarono a venticinque.
“ Come mai? I rintocchi dovrebbero essere ventiquattro poiché è mezzanotte ”, rifletté Mary.
All’improvviso un forte bagliore invase la casa di quest’ultima. Mary si stropicciò gli occhi ma non riusciva a vedere.
Alcuni minuti dopo la luce fortissima era solo un ricordo e nulla più. Vicino al grande albero apparve un uomo con una divisa militare:
il papà di Mary. Costei si lanciò verso di lui e l’abbracciò forte.
Nella casa di Anna, allo stesso modo, una potente luce aveva quasi accecato la ragazzina ed i suoi genitori. Quando la luce era scomparsa la ragazzina di Little Italy aveva notato dei grandi pacchi sotto l’albero mentre i suoi genitori indossavano la loro divisa di cuochi.
Mary ed Anna, quasi ipnotizzate, si diressero verso le finestre.
Nel cielo si levò una strana fiamma color cobalto ed ascoltarono queste parole: “ Quando a mezzanotte del Natale si ascolteranno 25 rintocchi di un orologio a cucù i desideri, che sono germogliati dal profondo del cuore di due ragazzine, saranno esauditi dal signore del Natale...”


Torna all'inizio paginaTorna all'inizio pagina

   © Copyright - www.claudiorinaldi.eu - Tutti i diritti riservati - Privacy - design: CLN Solution